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IL BAGNINO DOTTORE
Formentera, dalle spiagge alla corona d’alloro: il simpatico “socorrista” Giammarco Mancini si è laureato in Economia e Commercio con una tesi sull’isola

Giammarco, romagnolo d'origine, trascorre da anni la stagione estiva a Formentera. È uno degli assistenti bagnanti in forza sulle spiagge dell'isola.



FORMENTERA (29 marzo 2026) – Qui a Formentera è molto conosciuto e benvoluto per la sua simpatia, per il suo modo di fare sempre allegro e per quell’innata energia positiva tipica della sua terra d’origine, la Romagna. Ed è anche molto apprezzato per la sua professionalità nel lavoro di bagnino durante la stagione turistica. Da anni, infatti, Giammarco (con la doppia “M” per un errore all’Anagrafe nel registrare la sua nascita) fa il “socorrista” sulle spiagge dell’isla, in forza alla squadra degli assistenti bagnanti del Consell. E il 26 marzo si è laureato in Economia e Commercio all’università di Bologna (sede di Forlì) con una tesi proprio su Formentera.


La squadra dei bagnini di Formentera durante la stagione 2025. Tra loro c’è anche Giammarco.



Ma non è stato un percorso semplice per lui. Conciliare i mesi di sorveglianza sotto il sole cocente – vegliando sulla sicurezza dei bagnanti – con il rigore metodologico in inverno degli studi economici, ha richiesto davvero una disciplina ferrea. E Giammarco ha saputo trasformare l’osservazione privilegiata dalla sua postazione di salvataggio a Formentera e i tanti mesi sull’isola, in materiale di ricerca. Non poteva che essere, quindi, la sua amata isla la protagonista della sua tesi, discussa con il Professor Massimo Canali (docente di Geografia economica ed Economia delle risorse ambientali). Piú nel dettaglio, il lavoro di Giammarco ha analizzato la metamorfosi socio-economica di Formentera negli ultimi settant’anni, ripercorrendo la sua evoluzione radicale: da un’economia di sussistenza legata alla pesca e all’agricoltura, al pionierismo hippie degli anni ’70, fino all’attuale dominio assoluto del settore terziario, che oggi assorbe oltre il 90% della forza lavoro.



La tesi, però, non è solo una celebrazione del successo economico di Formentera. Vivendo l’isola “dall’interno”, infatti, Giammarco ha saputo anche evidenziare con lucidità le fragilità di questo ecosistema. Dalla crisi abitativa (l’esplosione dei prezzi immobiliari che rende difficile la vita di chi qui viene a viverci o a lavorare per la stagione) alla pressione ambientale (lo stress sulle risorse idriche), passando dalla dipendenza stagionale (un’economia florida ma estremamente vulnerabile ai flussi turistici). Ebbene, la conclusione della tesi di Giammarco è un monito: l’unico modo per preservare l’identità dell’isola è garantire un equilibrio tra sviluppo e conservazione. Il cuore del suo lavoro risiede, quindi, nella sostenibilità. Per l’autore, la chiave della sopravvivenza di Formentera sta nel suo patrimonio invisibile: la Posidonia oceanica. La salvaguardia di questa pianta marina non è solo una questione ecologica, ma il pilastro economico fondamentale: senza un mare protetto, non esiste il prodotto “Formentera”.



Ed ora appunto il meritato successo. Cosa farà adesso Giammarco? Lo deciderà lui: in attesa, tornerà proprio domani 30 marzo a Formentera. E quel che è già certo è che quella corona d’alloro posata sulla sua  fronte non è solo il traguardo di un ragazzo che si è laureato, ma il contributo di un giovane che ha deciso di restituire qualcosa a questa isola meravigliosa che, anno dopo anno, lo ha visto crescere tra le sue onde. Giammarco ha così dimostrato che si può proteggere un paradiso in due modi: tendendo una mano a chi è in difficoltà in mare e usando la testa per progettarne un futuro sempre più sostenibile.






FORMENTERA       STAGIONE 2026


 

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