FORMENTERA (3 aprile 2024) – Nette prese di posizione e dichiarazioni ufficiali. Dopo mesi di silenzi e poca chiarezza, ora per lo meno sappiamo come la pensano gli esponenti politici (sia di maggioranza sia di opposizione) e da che parte stanno. Sulla vicenda chiringuitos, infatti, entrambi gli schieramenti hanno preso una chiara posizione. Ebbene, solo il Presidente del Consell (ovvero il sindaco di Formentera) Lorenzo Cordoba vorrebbe annullare l’esito del concorso del 2022, rifarne un altro e affidare temporanemante gli spazi sulla spiaggia agli storici gestori del Piratabus, del Lucky, del Bartolo, del Kiosko 62, del People, del Cala Saona, del Bartolino e del Franja che rimonterebbero, quindi, le loro strutture fino a quando non si aprirà un nuovo bando.
Gli esponenti di maggioranza (Sa Uniò: centrodestra) invece hanno bocciato per ben due volte questa sua proposta, ritenendola illegittima: “È priva di qualsiasi logica giuridica, non potremmo mai approvarla. Dispiace per gli ex gestori ma coloro che hanno ottenuto il maggior punteggio al concorso del 2022 hanno ora tutte le ragioni di montare i loro nuovi chioschi”. Sulla stessa sintonia anche i membri dell’opposizone (“Gente per Formentera” e i Socialisti: centrosinistra) che hanno diramato un comunicato stampa nel quale dichiarano senza mezzi termini come la pensano: “Il concorso del 2022 deve essere rispettato. Si deve quindi peocedere al più presto ad affidare gli spazi sulla spiaggia a coloro che hanno appunto ottenuto il maggior punteggio al bando e che quindi hanno diritto di costruire i loro nuovi chioschi”. Ora quindi le posizione in seno all’emiciclo consiliare sono nettamente più chiare. Il Presidente del Consell Lorenzo Cordoba è oramai isolato, il solo a volere davvero proseguire con i vecchi gestori e con i chioschi che hanno fatto la storia dei chiringuitos dell’isola. Per gli altri (entrambi gli schieramenti) invece è legittimo voltare pagine, perchè altre società hanno ottenuto il maggior punteggio al concorso per la gestione dei chioschi. Quindi cosa succederà adesso? Francamente sarebbe più facile rispondere a una delle domande esistenziali sulla vita. Rispetto a prima, però, almeno adesso sappiamo con chiarezza come la pensano i politici che siedono sugli scranni istituzionali dell’isola. E non è poco.

































