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TESTIMONIANZE DEL PASSATO
La storia degli ex gerarchi nazisti che trovarono rifugio a Formentera. Ecco chi erano, dove vivevano e perché scelsero l’isla

Prima dell'arrivo dei giovani americani che si nascondevano a Formentera per non partire per la guerra in Vietnam, furono alcuni ex ufficiali nazisti a trovare rifugio sull'isola.

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di Davide Gervasi

FORMENTERA – La storia di alcuni nazisti che, che per periodi più o meno lunghi, si rifugiarono a Formentera dopo la Seconda Guerra Mondiale, è un mix di realtà documentata e leggende locali. Una storia che mescola il blu cristallino dell’isola con le ombre più grigie del Novecento. Se pensiamo a Formentera oggi, la immaginiamo con spiagge piene di turisti e aperitivi al tramonto, ma negli anni del dopoguerra l’isola era un mondo radicalmente diverso: selvaggio, isolato e, soprattutto, un perfetto nascondiglio per chi voleva sparire dai radar internazionali. In quel periodo, infatti, Formentera rappresentava una via di fuga o il rifugio perfetto per gerarchi e funzionari nazisti. Molte di queste storie sono ancora avvolte nel mistero perché chi si nascondeva sull’isola riceveva una nuova identità: i nomi e i passaporti utilizzati erano quasi sempre falsi. Molti documenti ufficiali di allora sono poi stati distrutti, rendendo a volte difficile distinguere tra il fatto storico e la leggenda. Ma alcune testimonianze degli abitanti di allora e alcune indagini giornalistiche hanno di fatto confermato la presenza di nazisti sull’isola.



La zona di Punta Prima

Sull’isola esiste una zona, quella di Punta Prima, che è da decenni al centro di storie passate legate ai nazisti. Alcuni racconti locali parlano addirittura di sottomarini tedeschi che avrebbero attraccato nelle acque profonde vicino alle scogliere di Punta Prima per sbarcare uomini e rifornimenti. Persino laddove, diversi decenni dopo, sorse il celebre locale “Chezz Gerdi” c’era una casa eletta a domicilio da un ex ufficiale nazista. In quel periodo, poi, vennero costruite a Punta Prima alcune ville con uno stile che contrastava con le tipiche fincas isolane. E qui vi abitavamo piccoli gruppi di tedeschi che vivevano in una sorta di comunità chiusa.


La storia di Berta Fleischer

Una figura inoltre spesso citata in questo genere di storie è quella di una donna tedesca che visse per anni (dal dopoguerra) a Formentera, precisamente a Es Calò. Secondo i ricercatori, la sua abitazione era un punto di riferimento per i connazionali in fuga. Si chiamava Berta Fleischer e la sua dimora veniva chiamata dagli isolani “Casa de los Alemanes” (“Casa dei Tedeschi“). Si dice che fosse frequentata appunto da ex ufficiali della Wehrmacht o delle SS. La sua abitazione non era però solo una residenza, ma una sorta di temporanea pensione-rifugio per gerarchi che attendevano di partire per il Sudamerica. Si racconta poi che la donna non vivesse in alcun modo in clandestinità ma divenne una figura quasi “istituzionale” nella piccola comunità dell’epoca. Secondo le testimonianze dei residenti più anziani e le ricerche storiche (come quelle del giornalista Artur Parrón), era una donna di forte carisma e autorità, colta e severa. Sebbene non ci siano prove che la indichino come una criminale di guerra di alto livello ricercata dal Mossad (i Servizi Segreti israeliani) il suo legame con il regime nazista era considerato sull’isola un fatto assodato. Si diceva che fosse stata una funzionaria o una figura vicina all’entourage del Partito Nazista. E la sua presenza a Formentera faceva parte di quella rete di protezione che il regime di Franco offriva ai soldati tedeschi. Ma non solo: la sua capacità di mantenere uno stile di vita agiato in un’isola allora poverissima, alimentò anche le voci di finanziamenti occulti provenienti dalla Germania. Berta Fleischer morì a Formentera nel 1978 e la sua tomba è stata per anni meta di curiosi e storici.


Il colonnello delle SS Otto Skorzény


Sebbene la sua base principale fosse a Madrid (dove morì nel 1975) e avesse interessi a Maiorca, il famoso colonnello delle SS Otto Skorzény è una di quelle figure citate nei racconti di Formentera. Documenti e testimonianze suggeriscono infatti che Skorzény abbia vissuto per un breve periodo sull’isola e che ci sia tornato più volte per coordinare rotte di fuga. Si suppone infatti che Skorzeny abbia avuto parte attiva nell’organizzare la fuga dalla Germania di ex ufficiali delle SS. Non c’è una casa specifica intestata a lui sull’isola, ma la sua ombra è presente in molte storie  di nazisti fuggiti in Sudamerica con tappa appunto a Formentera.

L’ex ufficiale delle SS Reinhard Spitzy e altri

Un nome poi confermato a Formentera è quello di Reinhard Spitzy, anche lui delle SS. Dopo la guerra, Spitzy si rifugiò in Spagna per poi fuggire in Argentina e tornare infine in Europa. Ha vissuto a lungo sotto falsa identità (con il nome di “Ricardo”) e diverse fonti indicano che trascorse un periodo a Formentera insieme alla sua famiglia. Si narra inoltre che sull’isola arrivarono clandestinamente, sempre nel dopoguerra, anche degli ex soldati nazisti esperti in radiocomunicazioni e che si stabilirono a La Mola, sfruttando l’altezza dell’altopiano per scopi tecnici mai del tutto chiariti. Si racconta, infine, di un misterioso ex ufficiale nazista di lungo corso che abitò fino alla sua morte in una casa isolatissima, sulla costa che va da Cala Saona a la Torre de La Gavina.

Dai nazisti agli hippie: una curiosa transizione


Una delle curiosità storiche di questa presenza di nazisti sull’isola è che alcuni di loro rimasero a Formentera abbastanza a lungo da vedere l’arrivo della generazione degli hippie. Negli anni ’60 e ’70, infatti, l’isla fu invasa dai movimenti pacifisti, in primis dai giovani americani che si nascondevano sull’isola per fuggire dal reclutamento nella guerra in Vietnam. Si creò così un contrasto surreale: ex soldati del Reich che vivevano nelle vicinanze di giovani che predicavano il “Peace and Love”. Oggi di quel lontano periodo rimangono solo leggende metropolitane, qualche tomba nei piccoli cimiteri dell’isola con nomi teutonici e le vecchie mura di ville che hanno visto segreti ormai sepolti dal tempo. Ma per chi scava nella storia, il vento di Formentera sussurra ancora i racconti dei fuggitivi nazisti che appunto trovarono rifugio qui sull’isola.




 

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