Di Davide Gervasi
FORMENTERA – È la gemma delle Baleari. Bellissima. Incantevole. Unica e speciale. Ma non tutti sanno che Formentera si trova ora ad affrontare una minaccia esistenziale a causa dell’innalzamento del livello del mare legato al cambiamento climatico. Per via, infatti, della sua conformazione pianeggiante e del suo fragile ecosistema di dune e sabbia, Formentera è considerata una delle isole del Mediterraneo più vulnerabili in tal senso, tanto che iI report delle comunità scientifiche e delle organizzazioni ambientali hanno lanciato l’allarme: “Nei prossimi decenni la linea di costa dell’isola potrebbe arretrare in modo significativo, trasformando radicalmente il suo paesaggio”. Piú nel dettaglio l’isola potrebbe subire arretramenti della linea di costa compresi tra 10 e 30 metri entro il 2050/2060.
Le vulnerabilità territoriali dell’isola
Le consueguenze dell’impatto dell’innalzamento del mare non sarà uniforme, ma concentrerà la sua forza distruttiva su alcune delle aree più iconiche e delicate del territorio. Ecco quali sono:
– Il tombolo di Es Trucadors e Ses Illetes: Questa sottile striscia di sabbia che si allunga a nord verso Espalmador è la zona più esposta dell’isola. Con altitudini che spesso non superano il metro e mezzo sul livello del mare, rischia la frammentazione permanente durante le mareggiate invernali, portando cosí alla progressiva scomparsa di spiagge come Illetes.

Le zone lagunari e le saline: Il parco naturale di Ses Salines, con i bacini dell’Estany Pudent e dell’Estany des Peix, corre il rischio di ingressioni marine costanti. Ciò altererebbe la salinità dell’acqua, cancellando gli habitat di nidificazione degli uccelli migratori e minacciando le vie di collegamento viario adiacenti, in particolare la strada che collega La Savina a Es Pujols.

L’arretramento dei litorali sabbiosi: A Platja de Migjorn, la perdita di sabbia spingerebbe sempre più la linea di mare verso l’entroterra, minacciando il cordone di dune e mettendo a rischio passerelle, chiringuitos e infrastrutture turistiche vicine alla riva.

Le infrastrutture portuali: Il porto di La Savina, unico snodo di trasporto e rifornimento per merci e passeggeri, dovrà affrontare costi elevati per l’adeguamento delle banchine contro il livello medio del mare in aumento e le tempeste.

La doppia minaccia per la Posidonia oceanica
Come si sa il vero scudo naturale di Formentera è la Posidonia oceanica, la pianta marina dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Purtroppo l’aumento della temperatura del Mediterraneo e l’innalzamento dei mari mettono in crisi la sopravvivenza della Posidonia stessa. Se la Posidonia regredisce a causa del caldo e dell’impatto antropico (come gli ancoraggi non regolamentati), la protezione naturale delle spiagge crolla, accelerando esponenzialmente l’erosione costiera.

Le strategie di risposta
Per contrastare questo scenario, la gestione dell’isola si sta da anni orientando verso soluzioni di adattamento sostenibile portate avanti dalle istituzioni locali. Con i cambiamenti climatici e l’innalzamento del livello del mare, infatti, Formentera non può più fare affidamento solo sulla conservazione spontanea, ma sta diventando sempre più un modello attivo di difesa ambientale per evitare che il suo patrimonio naturale vada perduto.





