
di Davide Gervasi
FORMENTERA – La storia della Joven Dolores non è solo la cronaca di una rotta marittima, ma è il racconto romantico di un’epoca in cui Formentera era davvero un mondo lontano, quasi sospeso nel tempo. Per decenni, prima dell’avvento dei catamarani veloci in fibra di carbonio e dei motori a idrogetto, il tragitto tra Ibiza e Formentera (e viceversa) aveva infatti un solo nome: Joven Dolores. Più che un traghetto, questa imbarcazione era un simbolo di libertà, un rito di passaggio per generazioni di viaggiatori, hippy e isolani. Costruita nei cantieri navali di Tarragona, la Joven Dolores era un’imbarcazione dal fascino indiscutibile. Con il suo scafo bianco, le finiture in legno e quella linea classica che oggi definiremmo “vintage”, rappresentava l’antitesi della fretta moderna. Mentre oggi la traversata dura appena 30 minuti, la Joven Dolores impiegava quasi un’ora e mezza. Ma era proprio in quel tempo dilatato che risiedeva la magia: il viaggio faceva parte della vacanza, non era un semplice spostamento.


Ebbene, dalla sua ultima traversata sono passati 30 anni. E sono trascorsi due decenni dalla sua demolizione. Eppure la leggendaria “Joven Dolores” viene ricordata ancora oggi con emozione (e anche con commozione e nostalgia) da tutti coloro che hanno vissuto il fascino di salirci a bordo. Dal 1965 al 1995 era solo lei a trasportare passeggeri, auto e merci da Ibiza a Formentera e da Formentera a Ibiza. Era, insomma, la Trasmapi e la Balearia del tempo che fu. Chi vi si era imbarcato può davvero dire di aver vissuto l’isla più vera, autentica e speciale, quella tanto amato dai personaggi più anticonformisti e liberi. Purtroppo di questa gloriosa imbarcazione non è rimasto nulla. È stata infatti demolita nel 2005, seppur indelebili sono rimasti i ricordi di chi può dire “io ci sono salito”.


È il caso ad esempio di Peter, che vive a Formentera da più di 50 anni e che ci salì per la prima volta nel 1968: “In quell’ora e mezzo di viaggio in mare si viveva tutta la magia della Formentera di quegli anni. C’erano storie d’amore che iniziavano proprio durante quelle traversata. C’era la musica e il viaggio veniva allietato da concerti improvvisati che si svolgevano sul ponte”. C’è chi sostiene di aver visto durante il viaggio Ibiza-Formentera anche Bob Dylan che suonava con la sua chitarra insieme ad alcuni amici, ma non vi sono conferme ufficiali in tal senso. Quel che invece è certo è che qualche neonato ha visto la luce proprio a bordo della “Joven Dolores”. “Ho assistito personalmente al parto di bambini che nascevano su questa imbarcazione perché la mamma non faceva in tempo a raggiungere l’ospedale di Ibiza – racconta Bernadette -. E poi si festeggiavano compleanni e anniversari. Si respirava davvero l’atmosfera hippy, spensierata e ribelle di quel periodo. Per noi tutti la “Joven Dolores” era molto più di una semplice barca. Quando si salpava da Ibiza dicevamo sempre che salire su questa imbarcazione era come varcare la porta per il Paradiso: era lei infatti che ci portava a Formentera. E da quando è stata demolita, la leggenda narra che da allora è lei a trasportare nell’Aldilà l’anima di chi muore all’isla”.

Credenze popolari a parte, quel che è certo è che con l’aumento del turismo di massa agli inizi degli anni ’90, la richiesta di velocità e capacità divenne insostenibile per la vecchia “signora del mare”. La Joven Dolores continuò a solcare le acque fino a metà degli anni ’90, resistendo eroicamente alla concorrenza dei giganti della navigazione. Quando poi nel 1995 venne definitivamente sostituita da navi più veloci e moderne, la “Joven Dolores” non finì in qualche museo navale – come molti avevano sperato e proposto – al fine di garantirgli un destino più glorioso. Ma venne appunto demolita nel 2005. Cancellata per sempre, seppur conservata appunto nei ricordi dei tanti che vi si sono imbarcati. “Ogni volta che un’imbarcazione va in rovina e viene demolita, perdiamo un pezzo della nostra storia – aggiunge Marcos, anche lui sull’isola da più di 40 anni -. Questo vale un po’ per tutte. Ma ci sono barche che quando spariscono dalla faccia della Terra, lasciano un vuoto ancora più difficile da accettare. È come perdere un qualcosa di noi stessi. Un qualcosa legato ai ricordi più felici della nostra vita. Un qualcosa che era molto di più di un pezzo di storia. Era una leggenda”.



Da ricordare che il suo viaggio inaugurale avvenne alle 17 del 20 luglio del 1965, tra la gioia e l’agognata attesa della popolazione locale. Pesava 164 tonnellate ed era dotata di due motori da 230 HP ciascuno. Era lunga 27 metri, larga 6,60 e profonda 2,60. A bordo potevano viaggiare 156 passeggeri e poteva trasportare 130 tonnellate di merci. Inoltre potevano essere caricate sopra tre automobili. Il suo primo comandante fu don Juan Serra Mayans.





La sua leggenda ha anche alimentato la fantasia di più artisti. Ad esempio, la cantante spagnola Christina Rosenvinge ha intitolato il suo album del 2011 “La Joven Dolores” dopo aver ascoltato alcune delle storie che su questa barca vengono raccontate e tramandate. Ed è innegabile che questa barca sia rimasta nel cuore di tanti e nell’immaginario collettivo. Erano infatti quelli gli anni della Formentera più autentica…erano gli anni della “Joven Dolores”.



Qui sotto la foto in bianco e nero della traversata inaugurale Ibiza-Formentera della Joven Dolores avvenuta nel luglio del 1965. E l’ultima foto scattata poco prima della sua demolizione datata 2005, che scrisse l’addio a un’imbarcazione entrata di fatto a pieno merito tra le icone della storia di Formentera.




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