FORMENTERA (8 ottobre 2025) – La cronaca nera, si sa, è uno dei generi più letti e dibattuti, capace di toccare le corde più profonde dell’opinione pubblica, ma anche di sollevare questioni etiche e legali di enorme complessità. Per un cronista narrare un crimine o una tragedia non è solo un diritto garantito dalla Costituzione (italiana, spagnola e non solo) ma un vero e proprio dovere verso i cittadini, bilanciato però da un limite inderogabile: la verità. Quindi fare informazione non è un reato. E fortunatamente non viviamo in alcuna dittatura (nazista, fascista o comunista che sia) che limita, censura ed elimina fisicamente chi fa un’informazione a loro scomoda. Ma è innegabile che alcuni servizi giornalistici sulla tragica morte di Luisa abbiano puntato l’indice accusatore in maniera eccessiva e infondata sul suo compagno Ivan Sauna, sospettato inizialmente del suo decesso e poi scagionato dall’autopsia. Premesso tutto questo, è però anche doveroso fare alcuni chiarimenti.
8 OTTOBRE 2025
Formentera: la vicenda di Ivan Sauna, tra diritto di cronaca e gogna mediatica. Ma ora non dimentichiamoci di Luisa, morta in un contesto di droga e alcol
Facciamo chiarezza su una notizia che ha avuto inevitabilmente un clamore generale e su una tragedia sulla quale la famiglia di Luisa chiede ancora la verità.

PUBBLICARE I NOMI
Nel momento in cui una persona viene arrestata o messa in stato di fermo (soprattutto quando l’accusa è pesante come quella di omicidio) non è un reato pubblicare il nome, seppur anche in questi casi bisogna nell’articolo proseguire sulla strada della veridicità della notizia, garantendo a tutti la presunzione di non colpevolezza. Nel caso specifico del fermo di Polizia di Ivan Sauna per omicidio, “FormenteraNews” ha sempre scritto fin da subito che “tutte le ipotesi erano aperte”, puntando molto sulla possibilità che “Luisa non fosse morta per un atto violento e che quei lividi e quelle ferite che presentava sul volto e sul corpo erano evidenti già il giorno prima del suo decesso e che quindi era probabile che non fossero attribuiti alla sua morte ma a precedenti cadute accidentali”. Abbiamo cercato nei nostri articoli di mantenere un costante equilibrio: informare con rigore sui fatti di rilevanza, con rispetto per la verità. Gli articoli pubblicati sono sempre stati funzionali all’informazione e non all’umiliazione o alla gogna mediatica. Ci siamo sempre opposti all’accusa che Ivan Sauna fosse un violento che picchiava la compagna, perché in merito non avevamo mai trovato riscontri e conferme. Anzi, abbiamo sempre scritto il contrario, ovvero che era sempre stato nei suoi confronti “premuroso, attento e legato da un profondo sentimento”, perché così ci era stato detto da diverse persone sull’isola e a loro vicini.
PUBBLICARE PER PRIMI UNA NOTIZIA NON È UN MERITO MA NEPPURE UNA COLPA
Non ha alcuna importanza e non è un reato essere i primi, secondi, terzi o ventesimi nel pubblicare una notizia. Semplicemente, da sempre, alcune notizie è normale che la cronaca locale le abbia per primi e non perché si è più bravi ma semplicemente perché in un territorio circoscritto è piú facile venirle a sapere. Se quindi FormenteraNews e gli altri giornali locali sono stati i primi a pubblicare la tragica notizia di Luisa e il fermo di polizia del suo compagno non è certo un merito, ma neanche una colpa come invece qualcuno ha stupidamente detto.
IN CASO DI ERRORE IN UNA NOTIZIA
In caso di un errore in una notizia è doveroso provvedere subito alla rettifica. Questo è una delle regole deontologiche e giuridiche fondamentali per una testata giornalistica, soprattutto in un articolo di cronaca nera e giudiziaria. Nel caso specifico di questa vicenda, “FormenteraNews” e anche un altro giornale locale on line avevano inizialmente scritto erroneamente nel loro primo articolo di domenica pomeriggio (la donna era stata trovata morta al mattino) che Luisa era stata “presumibilmente accoltellata”: gli inquirenti mantenevano il massimo riserbo ma questa era la voce che circolava insistentemente a Es Pujols. Pochi minuti dopo la pubblicazione di questo articolo si era poi invece accertato che nella stessa ora e a poche decine di metri di distanza da dove era morta Luisa, un’altra donna era stata accoltellata dall’ex compagno. FormenteraNews e l’altro giornale on line hanno subito provveduto a rettificare (quindi pochi minuti dopo la pubblicazione) e chiarire il malinteso. Da lì in poi – quindi già dalla domenica pomeriggio – FormenteraNews ha sempre specificato in tutti i propri articoli che quelle “ferite da taglio (così come i lividi) erano già evidenti il giorno prima che Luisa morisse e che quindi bisognava essere prudenti e attendere l’esito dell’autopsia prima di accertare che ce ne fossero altre compatibili o meno con la sua morte”.
Il DIRITTO DI ESPRESSIONE MA NON DI OFFESA
Così come è sacrosanto il diritto di cronaca, così lo è il diritto di espressione, ma questo non deve mai scadere nell’offesa della dignità e della professionalità di qualcuno, perché altrimenti si configura come reato di diffamazione. È legittimo un parere negativo (e a volte anche condivisibile e costruttivo) ma siamo stati costretti a presentare formale querela per diffamazione con richiesta di danni nei confronti di due utenti facebook di Formentera che hanno usato toni offensivi e del tutto ingiustificati contro di noi. Abbiamo cercato di fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile, dando un’informazione equilibrata e rispettosa. Se poi qualcuno per partito preso, per pregiudizio, per interesse o per antipatia personale strumentalizza, enfatizza, manipola e distorce la realtà dei fatti per insultare, allora non lo accettiamo.
E ORA NON DIMENTICHIAMOCI DI LUISA
Vorremmo concludere riproponendo testuale il commento di un lettore che ci è sembrato molto appropriato, espresso all’indomani della morte di Luisa e prima che appunto Ivan Sauna venisse scagionato dall’autopsia. Così scriveva il lettore: “Non possiamo ancora sapere se questa donna sia stata uccisa dalla mano di qualcuno oppure no. Ma possiamo dire con assoluta certezza fin da subito che è morta in un contesto di alcol e droga. E in questi casi siamo un po’ tutti colpevoli perché evidentemente non abbiamo fatto nulla, o comunque non abbastanza, per aiutarla“. Ecco, ora non dimentichiamoci di Luisa e di quanto ha sofferto. Non dimentichiamoci del suo dramma e di come sia sprofondata in un gorgo della disperazione senza riuscire a uscirne. Come ha detto ieri la sua famiglia: “Prendiamo atto dell’esito dell’autopsia, ma chiediamo ancora di ricercare la verità sulla sua morte“.
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