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LE MERAVIGLIE DELL'ISLA
Formentera, il faro “Cap de Barbaria”: la storia e le curiosità di uno dei luoghi piú suggestivi, isolati, silenziosi e magici dell’isola

Si trova su un promontorio roccioso e brullo e offre una vista spettacolare sul mare. Nelle immediate vicinanze ci sono anche una grotta naturale e una torre antica.






di Davide Gervasi

FORMENTERA – Il fascino silenzioso e misterioso del faro Cap de Barbaria seduce sempre più persone. Sono tanti, tantissimi infatti coloro che durante la stagione turistica (ma anche in inverno) fanno visita a quello che di fatto è uno dei luoghi più iconici e fotografati di Formentera. Si trova su un promontorio roccioso e brullo e offre una vista spettacolare sul mare e su tramonti mozzafiato. Per molto il faro di Cap Barbaria è il simbolo spirituale di Formentera.








Qui, ovviamente, non vi sono ristoranti, bar o negozi. C’è però il fascino incredibile di un ampio spazio incontaminato, di uno strapiombo, di una grotta, di una torre e appunto di un meraviglioso faro alto poco più di 17 metri che si erge maestoso a 65 metri sul livello del mare. E’ una zona vergine, suggestiva e isolata. Il paesaggio circostante è quasi privo di vegetazione ad alto fusto: una distesa di rocce aride, arbusti bassi spazzati dal vento e muretti a secco che si stagliano contro l’azzurro intenso del Mediterraneo. La strada per raggiungerlo è una linea retta e stretta che taglia l’altopiano, offrendo una prospettiva quasi ipnotica verso l’orizzonte.








Il faro fu costruito nel 1971, anche se il progetto risale al 1924. È quindi un faro relativamente moderno e non ha mai avuto un guardiano che viveva lì per gestirne il funzionamento, come invece successe per decenni all’altro faro di Formentera, quello de La Mola. L’origine del suo nome è piuttosto controversa. Molti sostengono che è così chiamato per l’antica presenza delle imbarcazioni dei pirati che per arrivare all’isola sfruttavano questo promontorio impervio: il nome quindi si riferirebbe alle barbarie che l’isola subì da parte dei numerosi corsari che depredavano l’isla. Altre fonti, invece, accostano il termine “berberias” al nome antico delle coste africane (che si estendono proprio di fronte a Cap Barbaria) abitate appunto dai Berberi. Quel che è certo è che Il Faro di Cap de Barbaria è il terzo dell’isola – oltre al Faro de la Mola ed al Faro di La Savina – e nulla togliere agli altri due, è quello che forse più di tutti offre uno spettacolo ed emozioni davvero uniche.






Nei pressi del faro di Cap Barbaria c’è poi una spaccatura nella roccia, una vera e propria grotta naturale chiamata Cova Foradada (nelle tre foto sopra). E’ una piccola cavità da dove è possibile scendere nelle viscere dell’isola tramite una comoda scaletta di legno. Una volta dentro, la grotta si apre su una “finestra” naturale che si affaccia direttamente sulla scogliera a picco sul mare, regalando una vista mozzafiato. All’inizio ad accogliere il visitatore c’è un po’ di buio, ma dopo pochi passi si apre appunto una terrazza a strapiombo sul mare. Lo spettacolo non è possibile descriverlo a parole e di sicuro rappresenta una delle essenze più pure di Formentera.





A poca distanza dal faro sorge poi anche una vecchia torre di vigilanza, la Torre Des Garroveret (nella foto sopra) alta circa 10 metri e risalente alla metà del 1700.  Alta ben 9 metri, si divide strutturalmente in 2 piani e dalla garitta di vedetta presente nella piattaforma superiore si può godere di una magnifica vista. Degna di nota è sicuramente la posizione della porta di ingresso: ubicata in un punto abbastanza alto, è raggiungibile da terra attraverso una scala a pioli infissa sulla parete della torre. Dalla piattaforma posta al primo piano si raggiunge la garitta superiore tramite una scala interna. Una volta terminata la costruzione, la Torre Des Garroveret è stata utilizzata come torre di difesa. E a questo scopo era stata dotata di un cannone. Solo nel 1824, questa torre venne disarmata e si trasformò in una semplice torre di osservazione. Grazie a questa e alle altre torri di difesa è stato possibile garantire per decenni l’incolumità della popolazione isolana.






Quando si parla infine del faro di Cap Barbaria non si può non citare Negrin (nelle due foto sopra), un simpatico e coccoloso gatto che per anni ha voluto vivere lì – solo e isolato – tanto da essere soprannominato “il guardiano del faro”. Diversi tentativi di adozione non avevano sortito alcun effetto: Negrin scappava e – percorrendo anche lunghe distanze sull’isola – tornava a vivere sempre all’ombra del faro. Poi però nel 2023 due brave persone che vivono a La Mola lo hanno preso in adozione e lui (forse per l’avanzare dell’età e anche perché oramai stanco della vita da eremita, sicuramente affascinante ma non sempre facile) ha accettato finalmente di vivere più comodamente in un casa, circondato dall’amore della sua nuova famiglia. 


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