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TRA MITO E REALTÀ
Formentera, ecco le tante leggende e credenze popolari sull’isola. Curiose, affascinanti, bizzarre e incredibili. Ma c’è chi sostiene che siano tutte vere

Dai tesori dei pirati ancora nascosti nelle grotte a Bob Dylan che giocava a scacchi con gli isolani, dall'avvistamento di ufo alla profezia sulla fine del mondo.

di Davide Gervasi

FORMENTERA – Dietro la sua bellezza, Formentera cela da sempre una ricca tradizione di miti, credenze popolari e storie bizzarre modellate dal folklore locale. Leggende (ma molti sostengono che siano tutte vere) che suscitano curiosità e interesse. Ed ecco quali sono.


1. Ophiussa: L’isola dei serpenti senza serpenti

Una delle contraddizioni storiche più famose riguarda il nome con cui nell’antichità veniva chiamata l’isola: Ophiussa (cioè “Isola dei Serpenti”). La leggenda narra che Formentera ne fosse letteralmente infestata. La cosa bizzarra è che, storicamente e per secoli, a Formentera i serpenti non sono mai esistiti (sono arrivati solo da una ventina di anni tramite gli ulivi importati). E c’é chi sostiene che fosse girata questa voce falsa della presenza massiccia dei serpenti solo per tenere lontani i navigatori e mantenerla incontaminata.



2. Cova de Sa Caustra e la leggenda del demone

Nel folklore isolano si racconta che alcune grotte scoscese della costa nascondessero portali verso il mondo degli spiriti. Tra le storie raccontate dagli anziani c’è quella del demone caduto dal cielo a Formentera: precipitato sulla terra, l’essere malefico avrebbe trovato rifugio nelle cavità sotterranee della zona di La Mola, lasciando segni e impronte visibili sulle rocce.



3. I tesori dei pirati nascosti nelle grotte

Per secoli Formentera è stata una terra di nessuno, disabitata o abitata da pochissimi abitanti, senza difesa. Era usata quindi come rifugio da corsari e pirati. Una credenza molto radicata vuole che le numerosissime grotte dell’isola (specie quelle lungo le scogliere di Cap de Barbaria e La Mola) custodiscano ancora alcuni dei tesori dei pirati, sepolti e mai recuperati. Ma attenzione: secondo la leggenda, a chi si avvicina troppo a quei tesori avvengono conseguenze misteriose e nefaste. Come nel caso della ruspa nella grotta Cova de Ses Estrips (chiamata anche Cova Grossa). Questa escavatrice, nuova di zecca, era stata calata nella grotta piú di 40 anni fa perchè qualcuno voleva costruirci una piccola discoteca. Ma poco dopo essere stata messa in moto, ha subíto un guasto, tanto improvviso quanto misterioso: nessuno é mai riuscito a ripararlo. Del progetto della discoteca non se ne fece piú nula. E la ruspa é ancora li, abbandonata nelle viscere della terra. E c’é appunto chi sostiene che il guasto sia da attribuire alla maledizione dei pirati ai danni di chi si avvicina troppo a un loro tesoro nascosto.



4. Ca na Costa: Il “Stonehenge” di Formentera

Il monumento megalitico di Ca na Costa (risalente all’Età del Bronzo) ha una caratteristica forma geometrica a stella. Prima che gli archeologi ne confermassero l’uso come sepolcro, gli abitanti locali guardavano a quelle grandi pietre disposte in cerchio con profondo timore reverenziale, attribuendole al lavoro di giganti o a vecchi riti di stregoneria legati ai cicli della luna e dei solstizi.



5. Le credenze nate con l’era Hippy

Negli anni ’60 e ’70 l’isola fu “riscoperta” dagli hippy e da celebri musicisti rock, dando vita a miti più moderni ma altrettanto affascinanti, come quella di Bob Dylan che amava giocare a scacchi con alcuni isolani. Qualcuno sostiene che fosse proprio lui e altri sono invece convinti che fosse un sosia che suonava benissimo la chitarra e che per stare al gioco si facesse chiamare Bob.



– Cè poi il famoso Es Molí Vell (Il mulino di La Mola) diventato celebre per essere apparso nel film More (con colonna sonora dei Pink Floyd). Ebbene, attorno al mulino nacquero storie su ceneri di artisti disperse al vento e sessioni musicali mistiche notturne sotto le stelle.




6. Il faro de La Mola e la fine del mondo

Jules Verne ambientò parte del suo romanzo “L’isola a elica” (e citò luoghi dell’isola anche in “Ettore Servadac”) tra le balze selvagge di Formentera, rimanendo affascinato dalla maestosità dell’altopiano de La Mola. Nei suoi scritti, descrisse quel precipizio a picco sul Mediterraneo e il suo faro come un luogo iconico ai confini della terra conosciuta: una vera e propria “fine del mondo”. Attorno a questa suggestione è nata cosí una celebre leggenda popolare: si narra infatti che lo scrittore volle lanciare una singolare profezia, sostenendo che, quando un giorno giungerà la fine del mondo, la zona de La Mola sarà l’ultimo lembo di terra a rimanere in vita e ad aprirsi alla salvezza. Ancora oggi, vicino al Faro de La Mola, una targa commemorativa posizionata nel 1978 ricorda proprio il legame tra il celebre autore francese e quest’angolo magico dell’isola, sospeso tra letteratura e mito.



7. Es Vedrà, tra ufo e giganti

L’imponente isolotto calcareo che svetta per quasi 400 metri sul mare, di fronte a Formentera, è uno dei luoghi più enigmatici del Mediterraneo. Completamente disabitato e riserva naturale protetta, attorno alla sua figura maestosa si intrecciano miti antichi e leggende moderne:

– Il mito di Atlantide e la Dea Tanit: Una delle storie più diffuse identifica Es Vedrà con i resti emersi della leggendaria civiltà scomparsa di Atlantide. Inoltre, la tradizione fenicia considerava lo scoglio un luogo sacro dedicato a Tanit, la dea della fertilità e della luna.

– Sirene e Odissea: Secondo la mitologia classica, lo scoglio di Es Vedrà ospitava le pericolose sirene il cui canto cercò di ammaliare Ulisse durante il suo viaggio nell’Odissea.

– Il Triangolo delle Bermuda del Mediterraneo: Si narra che Es Vedrà sia il terzo punto più magnetico della Terra (dopo il Polo Nord e il Triangolo delle Bermuda). Molti marinai e aviatori hanno riferito in passato che le bussole e gli strumenti di navigazione impazzivano o smettevano di funzionare nelle sue immediate vicinanze.

– UFO e luci misteriose: Dagli anni ’70 si susseguono avvistamenti di oggetti volanti non identificati e misteriosi bagliori che emergono dalle acque circostanti. Si parla persino del famigerato “Caso Manises” del 1979, in cui un aereo di linea dovette effettuare un atterraggio d’emergenza a causa di misteriose luci rosse avvistate proprio sopra Es Vedrà.

– Giganti e folklore locale: Tra i racconti popolari spicca la leggenda dell’Es Gegant de Es Vedrà, un gigante spaventoso che viveva nelle grotte della roccia.




 

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