

Di Davide Gervasi
FORMENTERA – Non solo mare, spiagge e ristoranti. Formentera ha altre mille sfumature, tutte da scoprire. Tra queste c’è anche un entroterra agricolo, puntellato di mulini a vento, costellato di vigneti e con un’anima rurale profondamente radicata nella storia dell’isola. L’agricoltura, un tempo pilastro dell’economia locale, ha infatti lasciato un segno indelebile nel paesaggio e nella cultura di Formentera. E anche oggi (nonostante il boom del turismo) questa atmosfera bucolica si respira a pieni polmoni e incanta con i suoi silenzi. Del resto basta sbarcare sull’isola per essere subito avvolti dai suoi profumi intensi: rosmarino, timo e altre piante aromatiche che sull’isola crescono selvaggiamente. Se poi si percorrono in bici o a piedi le sue stradine interne, ci si imbatte spesso in campi agricoli che con i loro spaventapasseri ci riportano alla Formentera che fu.

Da ricordare che fino a metà del XX secolo, l’agricoltura e la pesca erano le principali attività economiche di Formentera. I contadini coltivavano piccoli appezzamenti di terra, producendo principalmente cereali, ortaggi, frutta e olive. L’isola era autosufficiente e la vita scorreva scandita dai ritmi lenti e tranquilli della natura.


E nonostante il turismo abbia profondamente trasformato l’economia dell’isola, l’agricoltura conserva ancora oggi un ruolo importante, ricordando che qui si conduce una vita con i valori e i sapori di una volta. Esempi concreti di questa tradizione e vocazione agricola, sono i suoi mulini a vento. A Formentera ne vennero costruiti sette. Di questi ne sono rimasti sei: due mulini a Sant Francesc Xavier (il Molí den Mateu datato 1773 e il Molí d’en Gerona datato 1760), uno a Sant Ferran (il Molí den Tauet costruito nel 1760) e due a La Mola (entrambi del 1893, il Molí d’en Simon e il Molí d’en Botiga, di cui rimane solo la torre). Ce ne era anche (il sesto) a Es Cap de Barbaria, di cui però rimangono solo le fondamenta. Questi mulini a vento classici, con enormi lame di legno, sono un’icona della Formentera più tradizionale.


Per quanto riguarda ciò che viene coltivato, va detto che sicuramente i pomodori, le melanzane, i peperoni e i carciofi sono alcuni dei prodotti freschi e genuini che si trovano nei mercati locali. Ma uno su tutti va assolutamente provato: il fico. Sull’isola è uno degli alberi più caratteristici del suo paesaggio. La sua coltivazione qui è molto antica e di queste piante se ne trovano tantissime. I fichi rappresentano di fatto una delle assolute prelibatezze di Formentera.


Assolutamente da provare poi è il formaggio di capra di Formentera. Non è solo un prodotto tipico ma è anche il sapore selvaggio e autentico dell’isola racchiuso in una forma. Le capre di Formentera vivono allo stato brado o semi-brado, nutrendosi di erbe aromatiche spontanee come il timo e il rosmarino, oltre ai fichi secchi durante l’estate. Questo regime alimentare “di nicchia” conferisce al latte note erbacee uniche che non troveresti mai in un formaggio industriale.
Una delle attività agrarie con più tradizione nell’isola di Formentera consiste poi nella vitivinicoltura: nell’isla c’è il “Vino de la tierra de Formentera”. I principali vigneti della zona, quasi tutti collocati nei dintorni de La Mola, hanno antenati antichissimi: fin dal XIII secolo, infatti, i monaci eremiti dell’ordine di Sant’Agostino giunti sull’isola cominciarono a dare avvio alla coltivazione di pregiate tipologie di vite che sopravvivono ancora oggi nelle tipiche qualità locali di uva rossa come il monastrell e il tempranillo. Ma a Formentera sono presenti anche pregevoli vitigni di cabernet sauvignon o merlot e, per quanto riguarda i vini bianchi, di malvasia o chardonnay. Fra le cantine di Formentera, da visitare quella di Cap de Barbaria, specializzata in squisiti e apprezzati vini rossi, e quella di Terramol, produttrice di freschi bianchi e dolci rosati. Oggi nell’isla esistono più di 60 ettari coltivati a vigneto, ovvero il 12,5% del totale della superficie agricola utilizzata: si trovano nell’isla varie cantine dove fermarsi ad assaggiare l’ampia proposta vinicola dell’isola fra bianchi, rossi e rosados, alcuni dei quali entrati con un punteggio d’eccellenza a far parte della celebre Guia Peñin, la più autorevole guida ai vini di Spagna.




Ma Formentera non è solo una vasta cantina vinicola a cielo aperto. Non manca infatti anche un ottimo olio extra vergine, prodotto esclusivamente sull’isola e ottenuto da olive coltivate in modo tradizionale: sono i pluripremiati olio di Ca na Platera e quello di Sa Tanca des Clot



Come non ricordare infine anche la sua grande tradizione in fatto di liquori: dallo hierbas (ottenuto dalla fermentazione di diverse piante aromatiche quali timo, rosmarino e finocchio), alla frigola (variante più balsamica ed estiva). E infine il palo, nato in origine per combattere le malattie trasmesse dalle punture di zanzare, è un ottimo liquore a base di china calisaia, genziana e zucchero.


Ecco, Formentera è anche questa: un fazzoletto del Mediterraneo in cui l‘agricoltura è parte integrante della sua identità, difesa a spada tratta dagli stessi isolani. Preservare le tradizioni agricole significa infatti tutelare la biodiversità, valorizzare il territorio e offrire ai visitatori un’esperienza sensoriale davvero completa.
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