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RICORDI E ANEDDOTI
I “Pink Floyd” a Formentera: le foto e il ricordo di chi c’era. Memorabili la loro esibizione al “Tipic”, le serate al “Fonda Pepe” e l’album “More” ispirato dall’isola

Sono tanti gli aneddoti dei Pink Floyd a Formentera. Alcuni critici ritengono che l'energia magnetica dell'isla abbia in parte influenzato il loro stile musicale.



di Davide Gervasi

FORMENTERA – Negli anni ’60, si sa, Formentera era la terra promessa di artisti, sognatori e leggende del rock. Tra queste, spicca il legame indissolubile e quasi magico con i Pink Floyd. L’isla infatti divenne per la celebre band britannica una sorta di rifugio segreto, lontano dal caos della Swinging London. Il primo a innamorarsi dell’isola fu il “diamante pazzo”, Syd Barrett. Insieme a Roger Waters e ad alcuni amici, Syd sbarcò su una Formentera ancora del tutto selvaggia. Poi, in diverse altre occasioni, era presente tutta la band (Nick Mason, Richard Wright e appunto Roger Waters e Syd Barret) Alcuni critici musicali ritengono che questo loro rapporto con Formentera fu determinante, nei primi anni di vita del gruppo, nel plasmare il loro inconfondibile stile. Si dice infatti che l’atmosfera sospesa di quegli anni abbia profondamente influenzato le sonorità eteree e sperimentali del primo periodo della band.



Leggendo le biografie dei Pink Floyd, si scopre che a Formentera insieme alla band c’era spesso anche Aubrey Powell, membro di Hipgnosis che produceva le copertine più belle e impattanti dei loro dischi, ma anche dei Led Zeppelin, degli AC/DC e di tanti altri. Con Powell c’era anche David Gilmour, che come sappiamo si unì poi ai Pink Floyd. Aubrey Powell, inoltre, si innamorò così tanto di Formentera che acquistò anche una casa a Porto Salè – ora di proprietà di una famiglia di italiani, precisamente di Roma – nella quale ospitava appunto spesso la storica band. Ed è stato lo stesso Powell, più volte, a parlare nelle sue interviste di una certa influenza dell’isola sui Pink Floyd: “E’ innegabile, Formentera ha fortemente influenzato la band, soprattutto nei primi anni. Penso sia stato dovuto a quella sua energia magnetica, del tutto particolare Questa influenza la si avverte soprattutto nella colonna sonora della band del film “More”. Sono riusciti a catturare la sensazione che emana Formentera e trasmetterla su quell’album, ma anche in tante altre loro canzoni”



Il punto di ritrovo dei Pink Floyd a Formentera era il leggendario “Fonda Pepe” a Sant Ferran. All’epoca, era il quartier generale della comunità hippy: si beveva vino, si suonava la chitarra e si discuteva di filosofia sotto il porticato. E ancora oggi c’è chi qui sull”isola se li ricorda bene: “Li vedevamo spesso in giro – raccontano alcuni degli anziani che agli inizi degli anni Settanta erano poco più che maggiorenni -. Erano riservati ma molto cortesi con tutti. Poi ci fu quella loro incredibile esibizione musicale del 1971, all’inaugurazione del locale “Tipic” a Es Pujols. Noi eravamo giovani e quel breve concerto fu per tutti noi memorabile. In un certo senso diede il via a una nostra consapevolezza diversa della musica e a una trasformazione culturale dell’isla“. E in piazza a Sant Francesc li si vedeva spesso anche al “Fonda Platè”, altro locale storico dell’isola, con più di 100 anni di vita. 



Il legame tra i Pink Floyd e Formentera divenne poi eterno grazie al cinema. Nel 1969 uscì appunto il film “More” diretto da Barbet Schroeder. La pellicola, che racconta una storia di amore e tossicodipendenza, è ambientata in gran parte tra Ibiza e Formentera. Ebbene, i Pink Floyd ne composero la colonna sonora in soli otto giorni. Canzoni come “Cirrus Minor” o “The Nile Song” sono intrise di quell’estetica solare e allo stesso tempo malinconica tipica dell’isola. Una delle scene più iconiche del film ritrae il Molí d’en Teuet, uno dei mulini storici di Formentera, che ancora oggi i fan della band visitano come fosse un santuario. Da ricordare che la copertina del disco “More” è una fotografia di questo vecchio mulino che ha scattato lo stesso Powell. 



Tornando poi a David Gilmour, va ricordato che entrò a far parte dei Pink Floyd quando Syd Barret – allora leader, voce e paroliere, con seri problemi di droga, soprattutto LSD – lasciò la formazione. Gilmour venne appunto a Formentera la prima volta alla fine degli anni Sessanta e poi divenne un vero habitué, soggiornandovi per lunghi periodi soprattutto negli anni Ottanta e primi anni Novanta. Aveva stretto amicizia con alcuni artisti residenti sull’isola.



Foto del fans club italiano “Floyd Channel”

Da allora sono passati diversi anni, ma nonostante il tempo trascorso, Formentera non ha dimenticato i suoi ospiti illustri. Molti fan sostengono che la finestrella nella parte alta della chiesa di Santa Francesc ricordi in modo suggestivo l’estetica delle copertine create dallo studio Hipgnosis per la band. Si narra poi ancora oggi di jam session improvvisate sulle spiagge deserte di Migjorn ed Es Calò, dove il suono delle onde si mescolava a quello dei primi sintetizzatori. E vengono spesso organizzati eventi musicali in ricordo della band e dei loro soggiorni sull’isola. Oggi, si sa, Formentera è cambiata, ma chi la visita “fuori stagione” può ancora percepire quel silenzio assordante che, come per magia, rapì la mente, mezzo secolo fa, dei leggendari Pink Floyd.





 

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