FORMENTERA (8 settembre 2026) – È oramai innegabile: dietro la bellezza incantevole dell’isola si cela una disperata pressione migratoria senza precedenti. Formentera è infatti ormai diventata uno dei punti di arrivo più caldi e vulnerabili della rotta algerina verso le Baleari, trasformando le sue coste nel palcoscenico di una vera e propria emergenza umanitaria e logistica. Quasi ogni giorno si verificano sbarchi di decine di persone. E se è vero che tutti i migranti (grazie al lavoro encomiabile delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali) vengono subito rintracciati e sottoposti ai dovuti controlli previsti dal protocollo (che prevede tra l’altro il loro trasferimento a Ibiza per proseguire con l’iter procedurale) è altrettanto vero che i problemi nell’affrontare e gestire questa emergenza sono tanti e sempre di più.

Il dramma umano e la rotta algerina
A testimoniare la drammaticità della situazione è anche il macabro ritrovamento di corpi senza vita in mare di coloro che tentano il viaggio della disperazione in cerca di un avvenire migliore. Solo nell’ultimo fine settimana ad esempio è stato registrato il recupero di tre cadaveri in avanzato stato di decomposizione: l’autopsia ha confermato trattarsi di un bambino, di un adolescente e di una donna. Tutti e tre legati da un unico tragico destino. Sale così a quindici il totale dei corpi recuperati nelle acque o lungo il litorale di Formentera nei primi otto mesi del 2026: una cifra, questa, che ha già superato l’intero bilancio registrato nel 2025.

Queste morti sono il risultato di una traversata ad altissimo rischio. Le imbarcazioni vecchie e fatiscenti partono principalmente dalle coste dell’Algeria per coprire un tragitto che dura circa 50 ore in mare aperto. Si tratta di piccole barche precarie, prive delle basilari misure di sicurezza o di adeguati strumenti di navigazione. La pericolosità del tratto è confermata dai dati dell’ONG Caminando Fronteras, che solo lungo questa rotta ha documentato la morte o la scomparsa di ben 1.037 migranti nel corso del 2025.

Aumento esponenziale degli arrivi dei minori e saturazione dei servizi.
Oltre al dramma dei naufragi, le istituzioni locali di Formentera stanno affrontando la complessa gestione dell’accoglienza, in particolare per quanto riguarda la tutela dei minori non accompagnati. ln merito, i dati diffusi dall’amministrazione insulare tracciano davvero un quadro critico. Da gennaio ad agosto di quest’anno sono 253 le persone giunte sull’isola inizialmente dichiaratesi o censite come potenzialmente minorenni. Di queste, gli accertamenti ne hanno confermate 198 effettivamente minori, mentre 55 (pari al 21,7%) sono risultate poi essere maggiorenni. Ebbene, nell’intero 2025 gli arrivi registrati di possibili minori erano stati 165, con 113 conferme ufficiali. In altre parole nei soli primi otto mesi del 2026 sono stati registrati 85 minori in più rispetto a tutto il 2025, con un aumento percentuale che tocca il 75,2%. E il 2026 non è appunto ancora finito.
La combinazione tra la crescita esponenziale degli sbarchi e la tragica scia di vittime di questa povera gente ripropone con forza il tema dell’adeguatezza delle risorse a disposizione dalle istituzioni locali a Formentera. Di fronte a una rotta ormai consolidata e ai numeri in continuo aumento, le istituzioni, gli abitanti e le organizzazioni umanitarie chiedono risposte strutturali, più risorse e interventi coordinati a livello nazionale ed europeo per evitare che l’isola continui a sostenere da sola il peso di questa crisi.




