di Davide Gervasi
FORMENTERA – È una storia quasi surreale: scendi in una grotta sperduta tra le scogliere più alte di Formentera e all’improvviso ti imbatti in una carcassa di ferro arrugginito degli anni ’70. Sull’altopiano de La Mola, lontano dalle spiagge turchesi e dai chiringuitos, esiste infatti una fenditura nel terreno (conosciuta come Cova de Ses Estrips o Cova Grossa) che nasconde un segreto ferroso: una vecchia scavatrice abbandonata nelle viscere della terra. In questa grotta, la natura selvaggia e l’archeologia industriale si sono fuse in modo davvero grottesco.





Ma c’è anche dell’altro. Negli anni Novanta (ma forse anche prima) la grotta divenne un luogo di ritrovo per feste clandestine. Coloro che partecipavano ai rave party si davano appuntamento “alla grotta della scavatrice“, così infatti era stata soprannominata quella cavità naturale sperduta a La Mola: “Si ballava, si beveva e ci si divertiva – raccontano coloro che ci sono stati – Il tutto al chiaro di luna. Era veramente molto bello e carico di emozione”.


Oggi, invece, la grotta è uno dei luoghi scelti per chi organizza escursioni. Ci si arriva solo a piedi. Ma attenzione, non è un luogo segnalato dalle guide ufficiali e il sentiero è impervio. Si trova non lontano dal faro, nascosta tra la vegetazione. Entrarci richiede prudenza, ma offre anche un’incredibile vista dal suo interno verso il cielo e il mare. Il tutto immerso in una delle tante storie curiose che da sempre caratterizzano la magica Formentera. La storia, appunto, della scavatrice nella roccia.





