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LE BELLEZZE DELL'ISLA
Formentera: tesori, relitti e cimeli sommersi. Viaggio nei fondali dell’isola, tra reali ritrovamenti sotto la sabbia e leggende su forzieri di pirati ancora celati tra le rocce sottomarine

Il punto di riferimento sull'isola, specializzato nell'esplorazione dei meravigliosi e misteriosi fondali, è il centro immersioni "Formentera Divers".


di Davide Gervasi


FORMENTERA – Quando si pensa a Formentera, la mente corre subito alle spiagge, alle sfumature dell’acqua e a quel senso di libertà che si respira a pieni polmoni. Ma c’è anche un’altra magia all’isla. È una magia che si nasconde sott’acqua, custode silenziosa di millenni di storia, biodiversità unica e relitti.




Il fascino antico: il tesoro delle anfore romane e le leggende sui forzieri dei pirati


La scoperta più recente e suggestiva che ha fatto vibrare il cuore degli appassionati riguarda proprio il passato antico dell’isola. Nei fondali di Formentera sono state rinvenute nell’estate 2026 anfore romane perfettamente conservate, testimonianza tangibile delle rotte commerciali che attraversavano il Mediterraneo in quelle epoche. Questi reperti non sono solo frammenti di ceramica, ma veri e propri portali temporali. Raccontano di navi mercantili (le onerariae) che solcavano queste acque cariche di vino, olio e garum. Ritrovare anfore intatte o relitti antichi celati nei fondali ricorda quanto Formentera sia stata per secoli un crocevia strategico per i naviganti.




C’è poi da ricordare che i fondali di Formentera sono intrisi di una storia piratesca formidabile che ha lasciato tracce profonde (e potenzialmente nascoste) sia sott’acqua che sulla terraferma. Per secoli le isole Baleari – e Formentera in particolare – sono state flagellate e sfruttate dai pirati provenienti dal Nord Africa, oltre che da corsari di varie nazioni. A causa della sua posizione isolata, della mancanza di una popolazione stabile per lunghi periodi (l’isola fu persino abbandonata nel XIV secolo per le continue incursioni) e delle sue coste frastagliate piene di grotte nascoste, Formentera era il nascondiglio perfetto. I pirati usavano le sue calette per ripararsi dalle tempeste, dividere il bottino o tendere imboscate alle navi mercantili in transito. Ebbene, quando un veliero dei pirati o una nave mercantile affondavano, trascinavano con sé non solo cannoni e armi, ma spesso il carico prezioso accumulato (spezie, tessuti pregiati, metalli preziosi e monete). La leggenda (ma potrebbe anche essere vero) vuole cosí che i fondali sabbiosi dell’isola rappresentino una sorta di “cassaforte naturale” che ha seppellito – preservandoli per secoli – tesori antichi. Sotto la sabbia bianca e tra le rocce sottomarine di Formentera ci potrebbero, insomma, esserci ancora tracce di relitti dimenticati e materiali di quell’epoca leggendaria.



Relitti moderni e storie di mare


Le acque di Formentera inoltre custodiscono relitti più recenti che alimentano il mito del mare profondo. I fondali sabbiosi e rocciosi intorno all’isola celano imbarcazioni affondate nel corso del Novecento, relitti di pescherecci o piccole imbarcazioni che oggi sono state completamente “adottate” dalla vita marina. Questi relitti si sono trasformati in scogliere artificiali: coralli, spugne, banchi di saraghi, murene e polpi li hanno scelti come dimora, creando un contrasto straordinario tra la struttura metallica o lignea creata dall’uomo e la natura che la riconquista prepotentemente.



Il tesoro vivente: le praterie di Posidonia


Non si può parlare dei fondali di Formentera senza poi menzionare il vero motore della loro bellezza: la Posidonia oceanica. Spesso scambiata erroneamente per semplice alga, la Posidonia è in realtà una pianta marina fondamentale, tanto da essere stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È grazie infatti alla Posidonia se l’acqua di Formentera ha quella trasparenza caraibica: la pianta ossigena l’acqua in modo eccezionale e trattiene i sedimenti sabbiosi. Nuotare sott’acqua e sopra queste praterie regala la sensazione di sorvolare una foresta incantata, un ecosistema che ospita centinaia di specie marine e che rappresenta il cuore pulsante della biodiversità.




Un paradiso da esplorare (con rispetto)


I fondali di Formentera sono, insomma, un museo a cielo (e a mare) aperto. Che si tratti di fare snorkeling con una maschera a pochi metri dalla riva o di immersioni tecniche alla scoperta di pareti rocciose e relitti nascosti, l’isola offre un’esperienza visiva carica di emozioni. In questa direzione viaggia “Formentera Divers”. Si tratta di un rinomato centro immersioni situato nella zona del porto di La Savina e specializzato nell’esplorazione dei meravigliosi fondali dell’isola. È di fatto il punto di riferimento per chi vuole vivere il mare da un’altra prospettiva, che si tratti della prima esperienza sott’acqua o di immersioni tecniche per esperti. Un team di professionisti che in maniera encomiabile sono anche impegnati da anni nel contribuire alla salvaguardia degli stessi fondali di Formentera. Già perchè la sfida di oggi è proprio quello di proteggere il suo delicato equilibrio, facendo in modo che le anfore romane, i relitti sommersi e le praterie di Posidonia continuino a raccontare i loro segreti ai viaggiatori del futuro.




 




 

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