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UCCISI DALLE FORZE FRANCHISTE
La Formentera del passato: la drammatica storia dei cinque cittadini fucilati davanti al cimitero di Sant Ferran nel 1937. Erano persone semplici che pagarono con la vita il prezzo della libertà

Nel 2018 è stato inaugurato un monolite con incisi i nomi delle cinque vittime. E nell'ottobre del 2026 è stata posata una lapide in onore di una di loro.

Di Davide Gervasi

FORMENTERA – Ci sono date che restano impresse nella pietra e nella coscienza collettiva di una comunità. Per Formentera, una di queste date è sicuramente il 1° marzo del 1937. Quel giorno infatti venne scritta una delle pagine più dolorose della sua storia: cinque suoi cittadini, di cui uno di soli 17 anni, vennero fucilati dalle forze franchiste (falangisti e simpatizzanti del bando nazionalista) contro il muro del cimitero di Sant Ferran. Erano gli anni bui della Guerra Civile Spagnola e le cinque vittime erano Jaume Ferrer Ferrer (noto come Jaume de na Morna), Josep Ribas Marí, Joan Tur Mayans, Vicent Cardona Colomar,Josep Ribas  e Jaume Serra Juan.



Tutti e cinque erano persone semplici, dei gran lavoratori. Avevano simpatie per la repubblica e la democrazia ma non coprivano ruoli di rilievo politico o sindacale. Nonostante sapessero che gli uomini della rappresaglia franchista stavano arrivando anche a Formentera, loro erano rimasti sull’isola perchè non avevano alcun timore, non essendo appunto responsabili di alcun crimine. E invece le forze franchiste li presero e li fucilarono. Fu un’escuzione vile e ingiusta per la totale disparità di forze e per appunto la totale innocenza delle vittime. Non avevano armi, non avevano commesso alcun crimine e non rappresentavano alcuna minaccia. Ma furono uccisi in virtú di una strategia del terrore pianificata per eliminare ogni potenziale oppositori.



E a distanza di decenni, l’isola continua a battersi per custodire e tramandare la memoria storica di queste vittime, restituendo dignità e identità a chi vide la propria vita spezzata dal terrore franchista. Nel 2018, nel cimitero di Sant Ferran — luogo dell’esecuzione —, la comunità ha inaugurato un monolite in cui sono stati incisi i nomi delle cinque vittime fucilate quel 1° marzo. E nell’ottobre del 2026, vicino alla rotonda di Sant Francesc, si è tenuta una cerimonia commemorativa solenne con la posa di una lapide in onore di una di quelle cinque vittime: Jaume Ferrer Ferrer. Nato nel 1891, Jaume era un uomo del mare. Abitava a Cap de Barbaria e aveva vissuto un’esistenza segnata dall’avventura e dal lavoro duro, arrivando a navigare fino alle Americhe prima di far ritorno nella sua amata Formentera. Solo per aver espresso idee repubblicane, il 1° marzo 1937, all’età di 45 anni, la sua vita si fermò davanti al muro del cimitero di Sant Ferran, dove fu giustiziato insieme appunto agli altri suoi quattro compaesani.




Alla cerimonia hanno preso parte i familiari di Jaume de na Morna, il Presidente del Consell Oscar Portas, i rappresentanti del Forum per la Memoria di Formentera e la direttrice generale delle Relazioni Istituzionali del Governo delle Isole Baleari, Francisca Ramis. Particolarmente toccante è stato l’intervento di Óscar Portas, che ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Con questo evento ricordiamo Jaume de na Morna, un abitante di Formentera, una persona con una famiglia, una vita e un futuro che gli sono stati strappati il 1° marzo 1937. Questa pietra ci invita a fermarci e a ricordare la persona che rappresenta. E ci impegna a raccontare la sua storia alle nuove generazioni. Nessun tributo può lenire una perdita come questa, ma possiamo preservarne il ricordo”. 


Il Presidente del Consell Oscar Portas depone un mazzo sulla lapide in ricirdo di Jaume Ferrer Ferrer.

L’omaggio a Jaume de na Morna e allle altre quattro vittime dimostra ancora una volta come per Formentera la memoria storica non sia un semplice esercizio di nostalgico rimpianto, ma un dovere civico. E’ un invito a non dimenticare che anche in questa piccola isola incantevole la pace e la democrazia affondano le proprie radici nel sacrificio di uomini e donne semplici che hanno pagato con la vita il prezzo della libertà di tutti.


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